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Estate: in luglio e agosto, per il clima mite collinare adatto alla villeggiatura.
Autunno: in settembre, ottobre e primi di novembre, per i colori della campagna e delle vigne.
E' proprio questa la stagione più caratteristica per visitare la Langa: i colori multisfaccettati delle foglie rivelano i vitigni coltivati sui fianchi delle colline e i vini promessi, mentre la luce obliqua del sole disegne nitidamente le creste dei colli.
In dialetto piemontese il termine Langa indica la cresta assottigliata di una catena collinare, dai profili morbidi e fortemente ondulati, che si rincorrono caratterizzando il paesaggio di una zona ben precisa del Piemonte: una terra affascinante compresa per la maggior parte nella provincia di Cuneo, la zona che da Alba scende verso sud alla destra orografica del fiume Tanaro, fino ai pendii settentrionali dei monti liguri e, per una porzione minore, nella provincia di Asti.
Sono proprio queste colline, simili a lingue nella forma affilata delle dorsali, a dare il nome alla regione.
Un itinerario in queste terre, dove si segue il volgere delle stagioni dall'infogliarsi e spogliarsi dei vigneti e dove i castelli sulle alture paiono chiamarsi l'un l'altro da panoramiche distanze, non punta tanto verso località in particolare, ma è piuttosto un giro ampio e libero lungo un fitto reticolo di strade che seguono i crinali delle colline e gli spartiacque: è un «andar per Langa».
La Langa è un territorio di grande fascino, caratterizzato da un'alternananza continua di colli tra i 400 e gli 800 metri di quota, disposti in lunghe catene assottigliate alle creste, dette langhe nel dialetto locale.
Questa zona del Piemonte, compresa per la maggior parte nella provincia di Cuneo, prosegue a sud-ovest il Monferrato, giungendo fino alle Alpi Liguri. E' delimitata a ponente dal corso del Tanaro e a Levante dalla valle della Bormida di Spigno, costituendo in questo modo l'alta e la media valle del Belbo e la valle della Bormida di Millesimo.
Se si considera il Belbo come demarcatore, la «Bassa Langa» è la langa a sinistra del torrente, ricca dei vigneti di titolati vini piemontesi, mentre l'«Alta Langa» è l'altra, più selvaggia, dai profili sovente solitari e secchi per le erosioni e le cui caratteristiche sono assi più simili a quelle delle vallate alpine.
Il paesaggio è straordinario e molto vario per la diversa conformazione del terreno: panorami apertissimi, in un susseguirsi di colline tappezzate da geometrie di vigne ben curate, con i pendii tracciati dalle linee ordinate dei filari dove maturano i grappoli da cui nascono vini molto pregiati e boschi di conifere, di castagni e di noccioli, interrotti ogni tanto da pascoli e campi di lavanda.
Il panorama è affascinante, sparso di borghi contadini, di cascine rustiche, di casolari e di antiche cappelle spesso isolate in mezzo ai campi. E non mancano, in molti centri, castelli spesso diroccati o trasformati e monumenti di architettura, ricordi della storia passata, che val la pena di vedere.
La maggior parte del percorso si snoda tra colli fortemente ondulati, che vanno dai 400 agli 800 metri d'altezza, con versanti spesso tormentati da erosioni, mentre le groppe delle alture sono popolate dai centri abitati. Il paesaggio è stupendo: estesi panorami calmi e solenni, pittoreschi paesini adatti ad una tranquilla villeggiatura, castelli e ruderi di rocche ferrigne circondati da vigne che d'autunno si colorano delle tonalità dell'ocra, mentre l'aria è impregnata di profumi forti ed autentici, quelli del mosto e del tartufo.
Per chiarire la distinzione occorre invertire i concetti di Nord e Sud. A Nord, verso il lato meridionale del Po, scende la «Bassa Langa»; a Sud, verso le asperità settentrionali dell'Appennino ligure, si attesta l'«Alta Langa». A dividere le due zone, ma non si tratta di una linea precisa, è il bacino del Belbo.
E' piuttosto la vigna, elemento vitale della Bassa Langa, a segnare il confine. Dove finiscono i filari inizia l'Alta Langa, le cui caratteristiche sono assi più simili a quelle delle vallate alpine.
Gli acquisti: souvenir dei prodotti artigianali e ghiottonerie enogastronomiche locali.
Gastronomia - A tavola secondo la tradizione
Tagliatelle, gnocchi e agnolotti casarecci • Tartufi bianchi • Funghi • Cotechino langarolo e salami crudi e • Robiole e tome delle Langhe • Uva, castagne, nocciole, pesche, fragole, ciliegie e lamponi • Bônet e torrone.
Enologia
Asti spumante • Barbaresco • Barbera • Barolo, anche chinato • Dolcetto di Dogliani, d'Alba, di Diano d'Alba e delle Langhe monregalesi • Freisa • Grignolino • Nebbiolo • Grappa di Barolo • Moscato d'Asti e Moscato dolce.
Artigianato - Manufatti d'autore
Arredi sacri in argento • Botticelle per aceto e botti per vino • Ceramica • Oggetti in cotto, rame e ferro battuto.
La Bassa Langa, a nord del torrente, verso la "capitale" Alba, è tutto un susseguirsi di colline segnate dal lavoro dell'uomo e tappezzate da quelle vigne ben curate, con i pendii tracciati dalle linee geometriche dei filari dove maturano i grappoli da cui nascono vini pregiati (Barolo, Barbaresco, Nebbiolo, Barbera e Dolcetto). Territorialmente l'estremità sud-occidentale della Bassa Langa settentrionale è contrassegnata dalla città di Dogliani.
L'Alta Langa, a sud del torrente Belbo, verso la Liguria, è un paesaggio piuttosto duro e selvaggio, coperto da boschi di conifere, di castagni e di noccioli, interrotti ogni tanto da pascoli e campi di lavanda.
Quella tra la Bassa e l'Alta Langa non è solo una divisione geografica. Ci sono infatti anche differenze nella gastronomia, che accomunano la Bassa Langa più al Monferrato che non all'Alta Langa. In ogni caso, dovunque nella patria del tartufo e del Barolo mangiare bene e bere benissimo non è difficile.