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L'esperienza dell'uomo, vitivinicoltore e cantiniere, al servizio di un vino conosciuto in tutto il mondo: una tecnica di vinificazione attraverso la quale i produttori del pregiato D.O.C. finalizzano tutta la loro professionalità, per far esprimere ai grapppoli di Dolcetto le essenze migliori che hanno rubato alla collina e alla vigna.In questa parte di Bassa Langa il lavoro del vignaiolo non è sostanzialmente diverso dal resto del Piemonte, ma ciò che sembra renderlo unico è quell'eterno legame alla tradizione che insegna ad interpretare le caratteristiche dell'uva raccolta, sempre diversa da una anno all'altro; tradizione che aiuta ad indirizzare il vino nel corso della sua evoluzione, evidenziandone l'originalità e assecondandone la vocazione primaria.
A fine settembre, quando i colori della terra dipingono calde atmosfere, l'uomo segue passo a passo le ultime fasi della maturazione, attraverso il controllo quotidiano delle uve.
Quando viene raggiunto l'equilibrio desiderato tra la componente acida e quella zuccherina si dà il via alla vendemmia, che molti vignaioli praticano in fasi successive per ottenere vini di qualità sempre migliore. La poesia del paesaggio, la speranza di un giusto guadagno indispensabile per ulteriori miglioramenti dell'azienda e la presenza di amici venuti a "dare una mano", mitigano le fatiche e i disagi delle operazioni di raccolta.
Le difficoltà vengono superate senza mai rinunciare alla qualità del lavoro. Tanto si è fatto nei mesi precedenti, ma è con la scelta dei grappoli o anche degli acini che si decide il livello qualitativo del futuro vino.
Poi, quando le ceste o le bigonce ricolme d'uva raggiungono il sicuro riparo di un porticato o della cantina, terminano le paure della grandine e delle piogge e le tensioni per organizzare la raccolta, scompaiono i segni di stanchezza del viticoltore e iniziano le fatiche del cantiniere.
In cantina, assecondando un rito che anno per anno si ripete e raccogliendo l'esperienza, la tradizione e l'abilità tecnica, l'uomo finalizza tutta la sua professionalità per fare esprimere ai grappoli di Dolcetto le essenze migliori che hanno rubato alla collina e alla vigna.
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